In quel tempo, Giovanni, vedendo Gesù venire verso di lui, disse: «Ecco l’agnello di Dio, colui che toglie il peccato del mondo! Egli è colui del quale ho detto: “Dopo di me viene un uomo che è avanti a me, perché era prima di me”. Io non lo conoscevo, ma sono venuto a battezzare nell’acqua, perché egli fosse manifestato a Israele».
Giovanni testimoniò dicendo:
«Ho contemplato lo Spirito discendere come una colomba dal cielo e rimanere su di lui. Io non lo conoscevo, ma proprio colui che mi ha inviato a battezzare nell’acqua mi disse: “Colui sul quale vedrai discendere e rimanere lo Spirito, è lui che battezza nello Spirito Santo”. E io ho visto e ho testimoniato che questi è il Figlio di Dio».
(Gv 1,29-34)
La registrazione della catechesi tenutasi nella domenica della comunità del 18 gennaio ultimo scorso a Malandriano sulla figura di San Francescoi a 800 anni dalla morte del poverello di Assisi.
Una rilettura della figura del santo e una illustrazione del periodo storico dove egli ha vissuto e operato.
La Chiesa del 1200 e la Chiesa di oggi, i cristiani di allora e quelli odierni: riflessioni che don Lorenzo ci propone con la solita competenza e sana provocazione, che di contro ci pongono seri interrogativi sul come vivere davvero la nostra fede
Un magnifico presepe allestito con grande maestria dal nostro Isauro che ringraziamo di cuore, si trova ora nella cappella di sinistra della nostra chiesa. I ragazzi del catechismo hanno contribuito in questa non facile impresa che ha richiesto diversi giorni di lavoro ma che ha visto alla fine un risultato sorprendente. Con i ragazzi abbiamo insieme ripercorso la nascita di questa secolare tradizione che si ispira alla notte di Natale del 1223 a Greccio (Rieti), dove San Francesco d'Assisi, accortisi come la Chiesa del suo tempo fosse troppo lontana dalla gente e sente che manca qualcosa. Le chiese sono piene di canti, decorazioni e liturgie. Ma dov'è il cuore della storia? Dov'è la povertà, la semplicità, la verità della nascita di Gesù? Francesco vuole un Natale vero, semplice, povero, come fu quello di Gesù a Betlemme. Non vuole spiegare il Natale solo con parole, vuole farlo vedere, vivere, toccare. Vuole ricreare la notte della nascita di Gesù, ma non in una chiesa, ma in una grotta con la paglia, con gli animali, con la gente del paese. Quando arriva la notte di Natale la grotta è pronta. Dentro ci sono il bue e l'asinello, un po' di fieno e una mangiatoia vuota. Non ci sono statue. Tutto è vero, vivo, semplice. Niente oro, niente ricchezza, solo la povertà di Betlemme. Poi inizia la messa: Francesco prende in braccio un bambino, un neonato vero, avvolto in panni bianchi e lo posa nella mangiatoia...
Grazie Isauro, grazie ragazzi.
Porporano: Domenica
ore 11,15 (eccetto Domeniche della comunità)
Porporano: Sabato
ore 17,30 (sospesa giugno, luglio, agosto e settembre)
Marano: Domenica
ore 11,00 (eccetto Domeniche della comunità)
Malandriano: Domenica
ore 10,00 (eccetto Domeniche della comunità)
Malandriano: Giovedì dalle 16 alle 17 Adorazione Eucaristica
Origini della chiesa ed elenco parroci della Pieve di Porporano
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